In genere la dotazione minima del laboratorio di una cementeria è costituita da un mulino di macinazione e da una pressa per la preparazione di pastiglie per l’analisi XRF/XRD. In funzione delle esigenze del cliente, ulteriori componenti possono essere aggiunti, come ad esempio frantoi, ripartitori, granulometri, perlatrici e sistemi per la raccolta del campione medio.
Un aspetto che deve essere considerato quando si utilizza il CSS come combustibile negli alti forni dei cementifici e degli impianti di produzione è la necessità di conoscere il potere calorifico associato al prodotto. Data la variabilità nella sua composizione, è molto importante effettuare la determinazione di questo parametro per garantire le condizioni operative più adatte.
L’analisi elementare nell’industria del cemento è una routine consolidata in tutte le fasi di lavorazione, partendo dal controllo delle materie prime come calcare e argilla, fino al controllo dei clinker e del cemento finito. I parametri relativi al carbonio e allo zolfo, per motivazioni diverse, ricoprono un ruolo di grande importanza garantendo una caratterizzazione del materiale che ne definisce le proprietà.
Dal 1993 esiste una classificazione dei cementi unificata a livello europeo secondo la norma UNI EN 197/1, che stabilisce caratteristiche compositive e di resistenza. I prodotti classificabili come cementi comuni sono raggruppati in 5 principali tipologie, 27 sottotipi e 6 classi di resistenza, con un numero totale di 162 possibili tipologie di cemento con caratteristiche diverse.