Determinazione delle proteine nei mangimi sostenibili della pescicoltura

La crescente necessità di salvaguardare i nostri oceani e tutti i loro abitanti ha portato negli ultimi anni ad un notevole incremento degli impianti di pescicoltura.

I sistemi di vasche, nei quali vengono allevati pesci destinati al consumo umano, hanno il grande vantaggio di poter salvaguardare i mari dalla pesca intensiva e, al contempo, creare una maggiore offerta di pesce sul mercato, garantendo così approvvigionamento e sostenibilità. La pescicoltura svolge un ruolo essenziale per la sicurezza alimentare e la nutrizione, come anche indicato da alcuni documenti delle Nazioni Unite.

Nella Figura 1 è possibile notare come la pesca negli anni stia diminuendo rispetto agli allevamenti di pesci.

Mangimi alternativi per le vasche della coltura ittica

Tuttavia, per il mantenimento di questi sistemi servono grossi volumi di farina di pesce: ecco perché si lavora costantemente nella ricerca di mangimi alternativi, che fanno uso di risorse più sostenibili.

Una valida alternativa alla farina di pesce è rappresentata dall’insilato ottenuto dalla conservazione dei sottoprodotti del pesce. Questo composto ha un grande potenziale come fonte di proteine, garantendo una buona crescita e un tasso di mortalità basso.

La determinazione costante delle proteine nell’insilato permette di ottimizzare i valori nutrizionali del prodotto.

Come dimostrato da alcuni studi, i lieviti possono essere una seconda fonte alternativa di proteine: di grande interesse sono quelli ottenuti dagli scarti alimentari, ricchi di proteine ma non utilizzabili come alimento per le persone.

La determinazione delle proteine nella produzione di lieviti è dunque fondamentale per poter definirne le proprietà.

Digestione secondo il metodo Kjeldhal

La determinazione delle proteine è quindi un aspetto fondamentale in tantissimi prodotti nutrizionali. OPSIS LiquidLINE offre la soluzione strumentale perfetta per tutti questi contesti: KjelROC è un Digestore Kjeldhal, cioè un sistema automatico per la determinazione delle proteine secondo il metodo Kjeldhal che permette di far fronte in modo affidabile e rapido alle esigenze analitiche del settore alimentare.

Diversi aspetti costruttivi rendono KjelROC particolarmente innovativo, ma certamente la titolazione predittiva è il più importante per migliorare ripetibilità, accuratezza e velocità.

La titolazione predittiva è una parte fondamentale del sistema, perché permette di velocizzare la titolazione senza ridurre la precisione analitica, addirittura migliorandola. La buretta è in comunicazione con un sensore ottico che, in funzione del colore che assume la soluzione titolata, permette di velocizzare l’analisi quando lontani dal colore tipico del viraggio e rallentarla dosando un volume molto basso quando il colore si avvicina a quello atteso.

In questo modo è possibile avere RSD massimo dello 0,2%, condizione difficilmente raggiungibile con altri sistemi.