Ci sono molti contesti industriali dove essiccare un prodotto può essere un processo piuttosto complesso e laborioso, in quanto la natura del prodotto lo rende sensibile alla temperatura. Questo può verificarsi, ad esempio, nel campo alimentare dove un prodotto potrebbe perdere le sue caratteristiche nutrizionali, come nel settore elettronico dove la componentistica è molto delicata. Oltre a modificare un oggetto, la temperatura elevata potrebbe innescare anche problemi legati alla sicurezza, come nel caso di prodotti termosensibili che si incendiano e danno luogo a scoppi se sottoposti a trattamenti termici di asciugatura. Questo capita in diversi contesti industriali come quello delle ceramiche, degli inchiostri o delle vernici.

La procedura di essiccazione mediante una stufa da vuoto riduce al minimo tali rischi. L’essiccazione con l’ausilio del vuoto rientra tra i metodi più efficaci e a minore incidenza sui materiali, di qualsiasi natura e genere.

L’utilizzo di stufe da vuoto è molto diffuso sia in contesti industriali che di ricerca, in quanto permette di non danneggiare un prodotto che necessita di essiccazione anche quando in presenza di solventi infiammabili o acqua.

L’essiccazione sotto vuoto, oltre ad evitare inneschi pericolosi e degradamento dei prodotti, è molto diffusa perché garantisce un processo senza formazione di incrostazioni o di resti di ossidazione. Durante l’essiccazione sotto vuoto il materiale viene posto ad una pressione negativa, riducendo così il punto di ebollizione e favorendo quindi l’evaporazione del solvente. Il processo prevede una variazione combinata di pressione e temperatura in modo da ottimizzare il processo e renderlo affidabile e sicuro. Un altro aspetto molto importante è il risparmio energetico derivante dal lavorare a temperature più basse.

Le stufe da vuoto Binder della serie VD e VDL sono affidabili e garantiscono un processo rapido, efficiente e delicato con una distribuzione della temperatura uniforme e un processo privo di condensa. Il range di temperatura a cui la stufa può lavorare è da 10°C sopra la temperatura ambientale fino a 220°C, con un controllo digitale di tutti i parametri e il monitoraggio dell’essiccazione con ventilazione automatica al termine del processo. I sistemi Binder infatti sono dotati di sistema automatico per il riconoscimento intelligente della fine del processo e conseguente fase di ventilazione automatizzata. Gli strumenti sono dotati di un sensore di pressione, che rileva una variazione nelle condizioni interne quando il solvente è già stato rimosso (Figura 1). I ripiani delle stufe da vuoto Binder sono brevettati con un sistema di espansione in modo da poter garantire la massima efficienza.

La Stufa deve essere abbinata con una pompa per il vuoto adeguata a generare la depressione all’interno della stufa. In base all’applicazione e all’utilizzo specifico è possibile essiccare provini, campioni e prodotti/oggetti che contengono sia solventi infiammabili che non infiammabili.