DI cosa si occupa Agrolab Italia e quali sono i settori di maggiore importanza per voi?

Agrolab Italia è uno dei laboratori facenti parte della famiglia Agrolab in Europa.

Siamo più di 20 laboratori, di cui ad oggi 6 soltanto in Italia, con una rete di 400 dipendenti e circa 30 mil. di fatturato.  Effettuiamo: analisi ambientali pre e post bonifica, conformità allo scarico di acque reflue, potabilità, conformità agli standard di SQA di acque superficiali e sotterranee, caratterizzazione di terreni e rifiuti, monitoraggio aria ambiente, emissioni in atmosfera e soil gas.

Per quanto riguarda le analisi dell’aria, quali tipologie di campionamento utilizzate?

Utilizziamo sia supporti classici in carbone, silice o amberlite, nonché sistemi passivi quali, per esempio, Radiello e Canister di Entech.

La scelta di utilizzare Canister o Radiello è determinata dalla praticità o è in funzione del tipo di campionamento?

Per i monitoraggi ambientali il Canister è la soluzione da noi più utilizzata; Radiello è prevalentemente usato per i monitoraggi personali su lunghi periodi di campionamento e permette la verifica di conformità ai TLW. I supporti Canister dedicati al monitoraggio sono circa 80, e in aggiunta disponiamo di circa 40 Bottle Vac.

Quali sono per lei le metodiche che potremmo definire “di frontiera” sul tema campionamento e analisi dell’aria?

La prima cosa che mi viene in mente è sicuramente lo sviluppo di un nuovo approccio per la determinazione dei contaminanti organici volatili provenienti da vapori interstiziali tramite la captazione su film di polietilene a bassa densità. Inoltre, non posso non citare il campionamento con Sorbent Pens, che voi distribuite con Entech e che io trovo estremamente interessante per l’ottimizzazione delle operazioni analitiche. È sicuramente un argomento da approfondire per il futuro, vista la crescente richiesta di determinare anche composti poco volatili su Canister. Infatti, potendo raccordare la Sorbent Pens al Canister, si potrebbe ottimizzare in modo sostanziale il campionamento. Il nostro laboratorio riceve sempre più frequentemente richieste per idrocarburi che vanno oltre i canonici C1-C10, arrivando anche talvolta a C16. Con le Sorbent Pens si potrebbero soddisfare queste richieste particolari del mercato e andare a sostituire la fiala in Amberlite per il campionamento dei semi volatili.

Ci ha detto che utilizza Canister e Bottle Vac di Entech per il campionamento dell’aria, utilizza anche altri moduli Entech? Da quanto tempo?

La nostra collaborazione con FKV ed Entech risale al 2011, da quando abbiamo installato in laboratorio il preconcentratore 7000. Nello stesso anno abbiamo anche richiesto l’accreditamento per la metodica EPA TO15. Nel corso degli anni, oltre agli 80 Canister e alle 40 Bottle Vac, abbiamo anche acquisito un sistema di pulizia 3100 che poi abbiamo implementato con un secondo sistema 3100 nel 2020. Sempre nel 2020 abbiamo acquistato un autocampionatore da 16 posizioni e sostituito il vecchio sistema 7000 con il nuovo preconcentratore 7200. Entro la fine del 2021 vorremmo sostituire il dewar esistente con uno di volume maggiore da 70 litri e avere così una migliore flessibilità analitica. Il dewar di azoto liquido è indispensabile per l’utilizzo del sistema 7200 a criofocalizzazione.

Per quali applicazioni utilizzate la tecnologia Canister e per quali Bottle-vac?

I Canister sono utilizzati per campionamenti indoor e outdoor. Le Bottle Vac, invece, sono maggiormente impiegate per vapori interstiziali. Può capitare che ARPA richieda l’utilizzo di fiale, ma la maggior parte di questi campionamenti oramai è eseguito con Canister e Bottle Vac.

Una volta giunto in laboratorio, qual è l’iter che subisce il campione prelevato con Canister? Ci sono operazioni particolari che eseguite?

Dopo che è stato accettato in maniera univoca dal reparto divisione aliquote, il campione viene trasferito direttamente al reparto analitico per la successiva analisi GC MS. Giunto in laboratorio, è sufficiente collegare il supporto al campionatore ed aprire la valvola di chiusura, senza manipolare ulteriormente il campione.

Una volta finita l’analisi i Canister vengono sottoposti a cicli di pulizia nel sistema automatico 3100 per poi essere riutilizzati.

Quali sono le motivazioni tecniche che l’hanno spinta a scegliere Entech e a continuare ad utilizzarla così a lungo?

Il sistema Entech 7000 è stato in uso con le medesime prestazioni fino al 2020, anno in cui abbiamo deciso di dismettere il sistema per installare il nuovo modello 7200. Durante tutta la sua vita il sistema è sempre stato affidabile, ripetibile e robusto. Questo è stato il motivo del rinnovato interesse per Entech anche nel 2020, quando abbiamo voluto svecchiare il sistema. La nostra esperienza è stata totalmente soddisfacente e non avevamo interesse a cambiare. Inoltre, anche gli operatori di laboratorio hanno espressamente chiesto di poter acquisire un sistema Entech come il precedente vista la positiva esperienza.

Utilizza sistemi di altri fornitori per l’analisi dell’aria? Quali sono le maggiori differenze a suo parere dei sistemi? E quali i punti di forza e/o debolezza di un sistema rispetto all’altro?

Abbiamo un altro sistema oltre al 7200 di Entech ma il principio di funzionamento è diverso non usando la criofocalizzazione con azoto liquido ma una trappola fredda raffreddata con peltier.

Il sistema 7200 di Entech, come già accennato, è ripetibile, robusto e funzionale; non solo focalizza molto bene i composti che potremmo definire standard, ma ha performance molto elevate anche sulla parte di composti ossigenati dei mercaptani. Questa ultima classe di composti è molto più difficile da risolvere cromatograficamente in modo efficace, ma con il sistema 7200 si ha un ottimo profilo di picco grazie proprio alla criofocalizzazione.

L’altro sistema in uso in laboratorio è, come detto, raffreddato tramite peltier. Sulla base della mia esperienza la differenza sostanziale risiede nel fatto che i sistemi non criogenici, non sfruttando l’azoto liquido, possono presentare profili cromatografici meno soddisfacenti su alcuni composti.

NdR: Nei sistemi raffreddati a peltier il tipo di trappola utilizzata è fondamentale per gestire l’umidità del campione all’interno del sistema. Come, ad esempio, con il pre-concentratore Entech 7200CTS, non in utilizzo presso il cliente, l’impiego di trappole a setacci molecolari permette un’ottima gestione dell’umidità ed il recupero di composti polari basso bollenti.

Ha mai dovuto cambiare o manutenere i Canister?

Dal 2011 ad oggi ho mandato circa 10-12 Canister su 80 in assistenza per una manutenzione ordinaria.

Un parere puramente personale sulla strumentazione Entech.

Penso che Entech sia intenzionata ad espandere il mercato verso pacchetti analitici che permettano di snellire il lavoro del personale di campionamento e dell’analista.

Se penso ad un obiettivo nell’ambito del campionamento dei composti organici nell’aria, credo che sia proprio quello di avere un singolo supporto che mi permetta di gestire tutte le esigenze.

Come è facile immaginare, eseguire un campionamento con 3 fiale, un canister e magari anche una fiala in silice è molto oneroso, non soltanto in termini economici, ma soprattutto per il tempo dell’operatore sia in campo che in laboratorio.

Penso invece all’ipotesi di poter avere un solo canister, collegato ad una Sorbent Pens, e fare un solo campionamento per tutte le classi di composti; tutti gestiti con unica analisi EPA TO15, analizzando dal diclorodifluorometano ai dibenzopireni. Questo sarebbe sicuramente lo scenario perfetto da realizzare per Entech.

Come l’utilizzo della strumentazione Entech ha migliorato il processo analitico?

Chiaramente il vantaggio è stato chiaro sin dal 2011. Avere la possibilità di gestire, grazie alla focalizzazione presente sul sistema, un pacchetto analitico che parte dai gas più leggeri fino ad arrivare ad una frazione medio volatile in un’unica corsa cromatografica, con limiti di quantificazione performanti per tutte le classi di composti, è un grande risultato. Questo è possibile grazie al Canister che permette, a partire da un singolo campionamento, di analizzare fino a circa 100 composti in un’unica soluzione cromatografica. Questo non è semplice con una fiala, o anche ove lo fosse, sicuramente il risultato non sarebbe comparabile in termini di performance cromatografiche o analitiche.

Cosa pensa dei servizi offerti da FKV?

Solitamente suddivido i distributori in due grandi categorie: venditori e partner.

Se un distributore mi fornisce unicamente quello che ordino senza errori o problemi di consegna, ma senza tuttavia un supporto post vendita, ovviamente non ho nulla da recriminare ma questo per me è un venditore. Indubbiamente FKV si pone in modo diverso, cercando di instaurare un rapporto di collaborazione che mira a risolvere un problema analitico e cercando di personalizzare il servizio sulle specifiche esigenze e competenze. Per questo classifico FKV come partner. Ci sono molti aspetti per i quali ritengo l’approccio di FKV superiore alla media, ad esempio il servizio di assistenza pre e post vendita, i sopralluoghi prima dell’installazione e le numerose riunioni tecniche per definire la migliore configurazione per i nostri obiettivi di mercato.

Come valuta la nostra azienda?

È ovviamente un leader del mercato e come tale si pone sempre obiettivi ambiziosi. In questi 10 anni ha sempre dimostrato affidabilità e prontezza di intervento. Senza contare che il referente tecnico non è mai cambiato…e anche questo vorrà pur dire qualcosa!